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Cinema Italia 2017: I film

 

FIORE

Regia di Claudio Giovannesi

Ci troviamo in un carcere minorile. Daphne, una ragazza detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere maschi e femmine non si possono incontrare e il carcere non è solo privazione della libertà, ma diventa anche divieto d'amare. Il sentimento d’amore che nasce tra Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all'altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre, qualche lettera trafugata clandestinamente. Ma il desiderio d'amore di una ragazza, la forza di un sentimento, infrangeranno ogni muro.

Nella letteratura, nel teatro e nel cinema non c’è storia d'amore senza un ostacolo alla realizzazione del sentimento. Romeo e Giuletta, Lolita, per fare due esempi, si basano sul divieto, sull'impossibilità dell'amore. Fiore è prima di tutto una storia d'amore e il carcere, le sbarre e l'autorità sono gli ostacoli da superare. La mancanza di libertà coincide con la mancanza d'amore e il raggiungimento della libertà con la realizzazione del sentimento. Al contempo parto sempre per i miei film dalla realtà, dall'incontro con persone reali, e i sentimenti e i personaggi di Fiore hanno avuto origine dall'incontro con ragazzi e ragazze che si trovano dietro le sbarre. In carcere il tempo non è solo quello della quotidianità ma anche quello del ricordo, della vita passata e del futuro, dell’attesa e della libertà. Ho lavorato su tutti e tre gli aspetti con i ragazzi e le ragazze detenuti, che interpretano se stessi in Fiore, con attenzione non solo per la loro vita in carcere ma anche per il prima e il dopo.

Claudio Giovannesi

 

INDIVISIBILI

Regia di Edoardo De Angelis

Viola e Daisy sono due gemelle siamesi. Hanno 18 anni e il dono di una voce incantevole. Il padre le tiene isolate dal resto del mondo e sfrutta le loro doti canore. Partecipano a cerimonie religiose e cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando Viola non s’innamora e le due gemelle scoprono di poter dividersi con un’operazione. Perché il loro sogno è la normalità: un gelato, viaggiare, ballare, bere vino senza temere che l’altra si ubriachi… fare l’amore: “Perché sono femmina”.

Indivisibili è un film sul tema della separazione e sul dolore che comporta. Alla base c’è l’idea che a volte, per crescere, bisogna farsi male, rinunciare a un pezzo di sé. Ho cercato un’immagine per questa idea e l’ho trovata in due ragazze, gemelle siamesi, belle, ma con su di sé il segno dell’handicap. Perché il mondo per me è così, in bilico tra bellezza e bruttura. Per questo sono tornato a Castelvolturno. Indivisibili comincia dove finiva il mio film precedente, Mozzarella Stories. Quel territorio è un emblema straziato di una bellezza passata, la gabbia da cui le protagoniste vogliono disperatamente scappare.

Edoardo De Angelis

 

LASCIATI ANDARE

Regia di Francesco Amato

Elia è uno psicanalista ieratico e severo, con un senso dell'umorismo tagliente e impietoso, che tiene tutti a distanza, persino l’ex moglie Giovanna, che vive nell'appartamento di fronte e con cui continua a condividere il bucato e qualche serata al teatro dell'Opera. Vive volutamente un'esistenza avara d'emozioni, che Elia sublima mangiando dolci di nascosto e in gran quantità, finché un giorno, a causa di un lieve malore, è costretto a mettersi a dieta e ad andare in palestra. Ed è così che nella sua vita irrompe Claudia, personal trainer buffa ed eccentrica, con il culto del corpo, nessun rispetto per i cervelloni fuori forma come Elia e una capacità di trascinare nei suoi pasticci chiunque le capiti a tiro.

Ho puntato con Lasciati andare ad una commedia che non fosse melensa o pseudo-educativa. Volevo che fosse popolata di personaggi veri e, al tempo stesso, teneri, che facesse sorridere, ma senza risate sguaiate, che fosse spiritosa. Questa è la comicità che mi interessa. Lasciati andare è una commedia sul tema dell’inadeguatezza. Sull’imbarazzo che senti in un ambiente che non capisci. Per questo il personaggio di Elia abita al ghetto. E’ una comunità piccola, dove tutti conoscono tutti. Elia è un misantropo, ma ci tiene a primeggiare, insofferente verso tutto ciò che gli è attorno.

Francesco Amato

 

L’ORA LEGALE

Regia di Salvo Ficarra, Valentino Picone

In un paese della Sicilia, Pietrammare, si vota per il nuovo sindaco. Da anni imperversa Gaetano Patanè, un sindaco maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica. A lui si oppone Pierpaolo Natoli, un professore cinquantenne, sceso nell'agone politico per la prima volta, sostenuto da uno sparuto gruppo di attivisti. Salvo e Valentino sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo offre i suoi servigi a Patanè, dato per favorito, mentre il candido Valentino scende in campo a fianco dell'outsider Natoli. A poche ore dal voto, però, il caso, o forse il destino, scombinerà la carte, dando ai cittadini di Pietrammare la forza di reagire, con uno scatto d'orgoglio. Ma il paese è pronto a fare i conti con la tanto attesa legalità?

Siamo partiti dalla volontà di fare una fotografia dell’Italia di oggi e di mettere alla prova i nostri personaggi, il loro desiderio di legalità e di rispetto delle regole. Interpretiamo due persone del popolo, tra un centinaio di altri personaggi, tutti alle prese con la difficoltà dell'onestà. Perché il percorso verso la legalità si dimostra un percorso a ostacoli. Il candidato che vince e diventa sindaco ha promesso la legalità e la applica e i cittadini rimangono increduli perché non si è mai visto qualcuno che realmente fa quello che ha promesso in campagna elettorale ed ogni personaggio reagirà in modo diverso a questo vento di legalità. Perché tutti invochiamo la legalità, ma poi quando arriva, la legalità ci sta stretta perché dentro ognuno di noi c'è una parte di illegalità a cui ci siamo abituati e che forse abbiamo anche dimenticato di avere.

Salvo Ficarra, Valentino Picone

 

LA RAGAZZA DEL MONDO

Regia di Marco Danieli

Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, quello dei Testimoni di Geova, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un'altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. Tra loro nasce una storia d'amore e ha inizio un intenso periodo di vita insieme, che comporterà per Giulia una totale esclusione dal mondo dei Testimoni di Geova. Libero farà a Giulia il dono d'amore più grande di tutti: la libertà di appartenere al mondo, un mondo nuovo, luminoso e pieno di futuro.

Mi hanno sempre interessato i temi dell’identità, della costruzione della persona, del rapporto tra individuo e collettività. Nonostante il film presenti una storia d’amore complessa e appassionata, lo considero un racconto di formazione, non un film d’amore. L’amore per Libero, un ragazzo con un passato difficile, spinge Giulia alla ricerca della propria identità, ma non è il punto di arrivo del suo percorso, è soltanto il catalizzatore del cambiamento. L’emancipazione per Giulia arriverà nel momento in cui imparerà a contare sulle proprie forze. Questo film parla, infatti, di una ragazza che si fa donna.

Marco Danieli

 

LA TENEREZZA

Regia di Gianni Amelio

Lorenzo è un anziano avvocato appena sopravvissuto ad un infarto. Vive da solo a Napoli in una bella casa del centro, da quando la moglie è morta e i due figli adulti, Elena e Saverio, si sono allontanati. O è stato lui ad allontanarli? Al suo rientro dall'ospedale, Lorenzo trova sulle scale davanti alla propria porta Michela, una giovane donna solare e sorridente che si è chiusa fuori casa, cui l'avvocato dà il modo di rientrare dal cortile sul retro che i due appartamenti condividono. Quella condivisione degli spazi è destinata a non finire: Michela e la sua famiglia - il marito Fabio, ingegnere del Nord Italia, e i figli Bianca e Davide - entreranno nella vita dell'avvocato con una velocità e una forza che sorprenderanno lui stesso. Ma un evento ancor più inaspettato rivoluzionerà questa nuova armonia, creando forse la possibilità per recuperarne una più antica…

Cos’è la tenerezza? La capacità di tenersi la mano, per esempio, senza bisogno di una ragione. Oggi è sempre più difficile avere un contatto. Invece tutti avremmo bisogno di un gesto di tenerezza. Che ti dice: ti sono vicino. Quella tenerezza che ti aiuta quando brancoli. Lorenzo, nel film, cerca un rapporto con il nipotino, di 10 anni, che rapisce da scuola una mattina. Quando hai passato i 70 anni, come me, spesso ti senti inquieto con le persone che ti sono più vicine. Per Lorenzo è più facile aprirsi con la vicina di casa, che non pone domande. In lei Lorenzo ritrova sua figlia, ma dal carattere diverso: quella vera è forte e autonoma, cresce un figlio da sola. Al centro del film c’è il rapporto tra Lorenzo e questa figlia, che è conflittuale, in cui la tenerezza è assente.

Gianni Amelio